Come si
comincia?
- Il primo
elaboratore digitale, chiamato
Eniac è stato costruito negli
USA nel 1946 ed era utilizzato
nel settore militare per calcoli
balistici.
Le sue
dimensioni erano enormi,
utilizzava 18.000 valvole
termoioniche e centinaia di km di
filo elettrico, consumava 140.000
W di corrente, produceva un
notevole calore ed era soggetto a
continua manutenzione.
Naturalmente era molto costoso ed
era utilizzato solo nel settore
militare e della ricerca
scientifica, anche se la sua
struttura e le sue
caratteristiche ne rendevano
difficile l'impiego e modeste le
prestazioni. I calcolatori di
oggi trovano le applicazioni più
varie, nei laboratori, nelle
banche, nelle fabbriche, negli
uffici, nelle case e persino
nelle scuole.
La loro capacità elaborativa è enormemente aumentata
e così pure la velocità di
elaborazione; consumano
pochissima corrente elettrica e
sono diventati estremamente
facili da usare.
Il prezzo di queste macchine è
sceso molto velocemente, mentre
costantemente (e rapidamente)
migliorano le caratteristiche e
le potenzialità.
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Le
Generazioni di Computer
- Dal 1940 ad oggi
si sono già susseguite ben
quattro generazioni di computer.
Esse si distinguono per
l'elemento caratterizzante, oltre
che, naturalmente, per le
prestazioni (velocità e
capacità di calcolo) in ascesa e
per il rapporto
prezzo/prestazioni in rapida
discesa.
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 I Generazione
- L'elemento
caratterizzante la prima
generazione di
elaboratori elettronici
è la valvola termoionica
(diodo e triodo) che ha
permesso di eliminare le
parti in movimento
(presenti nei calcolatori
meccanici) e portare la
velocità di elaborazione
all'ordine dei
millisecondi (millesimi
di secondo). Gli
elaboratori erano
caratterizzati dalle
notevoli dimensioni e
assorbimento di energia
elettrica (per far
funzionare l'ENIAC era
necessaria una centrale
elettrica) e quindi
l'enorme produzione di
calore che portava a
numerosi guasti.
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II Generazione
L'invenzione del
transistor porta alla
seconda generazione di
elaboratori che erano di
dimensioni più ridotte,
avevano un consumo molto
inferiore rispetto a
quelli della precedente
generazione e una
velocità di calcolo
dell'ordine dei
microsecondi (milionesimi
di secondo). I computer
di tale generazione erano
ancora riservati ai
laboratori militari e
scientifici sia per la
difficoltà di utilizzo
(il linguaggio di
programmazione era
complesso e quindi
comprensibile solo da
esperti), sia per i costi
notevoli (un elaboratore
costava diversi miliardi
di lire).
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III Generazione
L'introduzione
dei circuiti integrati
portò ad una maggiore
affidabilità, maggiore
velocità di elaborazione
(dell'ordine di
nanosecondi [miliardesimi
di secondo]), ridotte
dimensioni e di
conseguenza costi ancora
minori.
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IV Generazione
La nascita e lo
sviluppo dei microchip
(microcircuiti su base di
silicio dove trovano
posto migliaia di
componenti) portò alla
quarta generazione di
elaboratori (quella in
cui ci troviamo adesso).
I computer di tale
generazione hanno
velocità di calcolo
dell'ordine dei
picosecondi (millesimi di
miliardesimo di secondo),
dimensioni ancora ridotte
e affidabilità maggiore.
È il momento della
nascita e diffusione dei
Personal Computer e degli
Home Computer, ormai
diffusi in tutti gli
ambienti di lavoro e in
diverse case.
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E in futuro?
- Le
costanti di questo
processo di evoluzione
degli elaboratori
elettronici sono, come
abbiamo visto, l'aumento
della potenza e il
parallelo sviluppo dei
sistemi di comunicazione
fra uomo e macchina
(interfaccia). I computer
della quinta generazione
avranno perciò, oltre ad
una potenza di calcolo
aumentata, anche una
comunicazione molto
amichevole, vicina al
linguaggio naturale che
permetta il dialogo uomo
macchina senza che si sia
costretti allo sforzo di
adattamento ancora oggi
necessario.

I computer di domani
(proprio domani o prima?)
eseguiranno i comandi
impartiti dall'uomo non
attraverso l'uso di
tastiera o mouse, come
succede adesso, ma solo
attraverso l'uso della
voce (comandi vocali) e
avranno capacità di
interpretazione dei
comandi stessi e di
"apprendimento"
tipiche
dell'intelligenza. Per
arrivare a tali traguardi
è anche necessario
modificare la struttura
dell'elaboratore,
dotandolo di molti
processori in modo che
sia possibile ottenere
sistemi intelligenti.
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